Dopo la Barcolana, ai primi di novembre, il BeachComber viene "portato all'aria aperta": lo scafo era nell'acqua da più di un anno ed in condizioni pietose, ricoperto di cozze, alghe varie e dai malefici denti di cane.
Avevo fatto un pò di "manutenzione di ripiego" pulendo lo scafo alla meglio sott'acqua, spazzolandolo e levando tutte le incrostazioni dall'elica tripala del mio Trapper 500: si tratta di soluzioni di ripiego, fatte per godermi la stagione estiva...
Subito dopo aver sollevato la barca dalle putride acque del canale con la gru, il capocantiere mi fa notare la presenza di alcune bolle.
Con una chiave ne fora una e mi fa annusare il liquido fuoriuscito.... "... puzza di aceto..." "Liquido acetico... OSMOSI!!!"
La parola OSMOSI mi fa accapponare la pelle: osmosi, il "cancro della vetroresina". Impreco.
Dopo aver pulito lo scafo dalle incrostazioni con l'idropulitrice del cantiere, iniziamo la ricerca delle bolle. Ce ne sono diverse, alcune piccole, altre più grandi, pieno di liquido puzzolente.
Che fare?
Il capocantiere ci suggerisce di fare una perizia per misurare l'umidità della vetroresina dell'opera viva in diversi punti, quattro per lato, in modo da verificare lo stato di salute della chiglia. Questo dopo almeno un paio di settimane che la barca è stata tirata a secco, tempo atmosferico permettendo. Gli dico che ci penserò....
Sull'osmosi non so nulla: inizia quindi la consueta ricerca su Internet di tutte le informazioni relative al problema... ed alle sue possibili soluzioni.
Nei giorni seguenti provvedo a pulire ulteriormente la chiglia usando una levigatrice orbitale, in modo da render più visibili le bolle: ce ne sono tante, di più sul mascone di dritta.... evidentemente la lavorazione dello scafo è stata fatta in condizioni diverse... o da mano diverse....
Foro le bolle usando un trapano con una "punta larga", in modo da far uscire il liquido e fare una prima pulizia, lavando il tutto con l'idropulitrice.
La parte più colpita è la pala del timone: le bolle sono molto grandi e, forandone una, mi arriva lo schizzo dell'acido acetico direttamente nell'occhio.... è una esperienza che vi sconsiglio vivamente!
In queste pagine voglio inserire una sorta di "diario", proponendo le soluzione da me adottate (sperando, ovviamente, di non far danni alla mia cara barchetta...) per risistemare lo scafo: non è un intervento da poco, deve essere fatto bene altrimenti, passato qualche anno, il problema sicuramente si ripropone.
Commento: E gia trovare osmosi sotto la chiglia dell'adorata creatura è un colpo al cuore! sono intervenuto sulla mia MAGA tre anni fa se vuoi ti racconto tutto. A proposito la MAGA è la gemella del tuo vecchio PERLA un ALPA 7 del 63!
Autore: davide
Commento: Ciao Dario, sarò ben felice di conoscere come hai fatto a sistemare la chiglia del tuo MAGA! Scrivi pure a zugdav@yahoo.it, manda pure qualche foto, che, se vuoi, metterò volentieri sul sito!
Autore: Sirio
Commento: dai Davide stai facendo un buon lavoro quella barca lo merita Sirio " barche dopo la tua
Fotografie
Rimozione gelcoat
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La rimozione del gelcoat è una delle prime fasi per mettere a nuovo (si spera..) una chiglia affetta da osmosi.
Lavaggio chiglia
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Il lavaggio dello scafo, da fare periodicamente, è indispensabile per rimuovere tutte le tracce di acido acetico generato dal processo di osmosi.
Autore: dario
Commento: E gia trovare osmosi sotto la chiglia dell'adorata creatura è un colpo al cuore! sono intervenuto sulla mia MAGA tre anni fa se vuoi ti racconto tutto. A proposito la MAGA è la gemella del tuo vecchio PERLA un ALPA 7 del 63!